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Villa Littorio

Interventi urbani realizzati in seguito al terremoto del 1980, hanno in parte modificato l'aspetto originario del paese. Tuttavia Villa Littorio conserva intatto il suo centro storico, dove spiccano in particolare le case realizzate in pietra. Sorge su un'altura che costeggia il torrente Pietra, affluente del fiume Calore, sovrastato a sud-ovest dalla Serra di Falco (m. 799), località di notevole interesse paesaggistico. A Villa Littorio è possibile visitare la Chiesa di San Giovanni Battista.

Pruno

A Pruno, minuscolo borgo rurale sito nell'omonima località, tra i 600 e gli 800 metri di altitudine, vive una piccola comunità in volontario esilio, dedita ad uno stile di vita tipico della più autentica cultura contadina.Isolati per scelta di vita, ma anche a causa di una pessima viabilità, che in inverno non consente di raggiungere il comune, se non in elicottero, gli abitanti di Pruno si dedicano alla coltivazione e all'allevamento del bestiame, conducendo uno stile di vita oggi ricorrente solo nei poemi bucolici; tuttavia, hanno scelto di restare a Pruno, e qui vivono in una singolare forma di solidarismo, aiutandosi l'un l'altro, e trascorrendo le serate tutti insieme, chiacchierando della vita del bosco, pregno di un'insolita pace e tranquillità, e cantando melodie cilentane d'altri tempi.
Pane, olive e formaggio è il cibo abituale. Il lavoro è il gregge di pecore e capre da mandare avanti con l'allevamento brado di vacche: animali che danno buona carne ed ottimo latte. La lavorazione del pane, del formaggio e degli insaccati, poi, secondo un'antica tradizione, richiama alla memoria immagini di un passato ormai lontano, di cui Pruno, a buon diritto, può e deve considerarsi, nel Parco del Cilento, l'ultimo esempio vivente: non a caso negli ultimi anni è stato riconosciuto patrimonio mondiale dell'umanità, essendo l'ultimo esempio di comunità scomparse da oltre mezzo secolo.
Pruno è un vero e proprio museo vivo della civiltà contadina. Chi li conosce bene li accomuna agli amish americani o ad un kibbutz israeliano. Singolari ed emblematici i versi del poeta cilentano Enzo D'Orso, grande conoscitore di Pruno: "I' parlo cco le ccrape, io allucco co lo lupo, I' saccio addò è 'no sderrupo ...". e ancora gli stessi abitanti di Pruno affermano: "A Pruno stiamo da una vita, e prima ancora ci sono stati i nostri genitori. Al paese no, non ci stiamo bene. Là si perdono dietro alle chiacchiere ed alle apparenze. Sono troppo civettuoli. Non sono come noi. La verità è che se abitassimo in paese senza far niente ci sentiremmo pronti per il funerale".