Aspetti geologici

Certamente un tempo la valle del Calore era ricoperta da acque; vi fu un'età durante la quale era occupata fino al mare dai ghiacciai, che, ritirandosi, lasciarono il detrito dei monti nelle valli, fra cui si aprì la strada il fiume Calore. Sopravvennero i sollevamenti in seguito a cui si formò l'orografia della valle.
IMG 9270Le catene montuose che delimitano questa valle sono esclusivamente costituite da Calcare compatto, del periodo cretaceo e contengono la stessa fauna e flora; quindi gli stessi fossili d'esse appartengono la stessa fauna, all'epoca genealogica secondaria dell'ultimo periodo di tempo, cioè del periodo cretaceo. Il paese sorge a 572 m/slm su una collina un tempo unita da un lato al Monte Cavallo, dall'altra presenta un piano dolcemente inclinato; oggi appare divisa dal monte da un dirupo scosceso.
La separazione avvenne alla fine dell'epoca geologica secondaria e venne causata dal primitivo sollevamento della grande massa montuosa del Cervati, a cui il Monte Cavallo appartiene ortograficamente. La frattura che produsse il distacco della collina di Laurino dal monte Cavallo, venne in seguito ampliata dall'erosismo meteorico, dalle frane e dagli sconscedimenti per dar passaggio al fiume calore che scorre a 179 metri al di sotto di Laurino.
Geologicamente Laurino sorge su Calcare bianco grigiastro in alcuni punti molto glauconifero. Esso contiene delle foramifere eoceniche. Nel lato meridionale questo calcare si addossa sul calcare compatto ippuritico, mentre a settentrione sprofonda sotto gli schisti argillosi a fuccidi e sotto l'arenaria Macigno.
Discendendo lungo la via che conduce a Valle dell'Angelo, sul calcare oceanico si addossano degli argilloschisi calcari stratificati a struttura concoide ineguale, di colore grigio azzurrognolo. Esse contengono molte fuccidi, tra le quali la Contrides Aequalis.
A metà del colle di Laurino si vede un contrafforte del Monte piano, detto Costa di Laura formato dal solito calcare compatto cretaceo ad ippuriti. Segue poi il Valone Sottano o Vallone di Laurino, stretto, profondissimo e piegato ad arco, il cui fianco destro è costituito dal monte Cavallo, e nell'altro versante forma la parte del burrone di Laurino nel quale scorre il Calore.
Dal punto di vista geomorfologico, gli effetti combinati del controllo strutturale acquisito della tettogenesi, della neotettonica, della morfogenesi e delle oscillazioni glacioeustatiche del livello del mare, hanno condotto alla formazione delle principali morfostrutture del Cilento, tra cui quelle dei rilievi collinari, che, nel caso della zona di Laurino, riguardano, tra le altre, la valle dell'Alto Calore Salernitano.
Costituiscono la tipica morfologia alto-collinare, con crinali sommatali che non superano gli 800 metri modellate in tempi successivi a quelli delle superfici dei massicci maggiori; i versanti conservano ancora tracce del controllo strutturale, anche se il reticolo drenante è sensibilmente influenzato dagli eventi denudazionali, di tipo erosivo e gravitativi (frane).
È nell'ambito di queste morfostrutture che si è svolta maggiormente l'occupazione antropica del territorio durante i secoli, e si registrano le modificazioni, positive e negative, indotte dalle attività umane.